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FNACA News18/12/1999

Computer gratis per le scuole - Comunicato MPI
Computer gratis
per le scuole

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Direttiva
Presidente CdM
5 Novembre 1999


Dismissione beni di
natura informatica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella vostra scuola
avete chiesto o
ricevuto questi
pc in regalo ?
Come è andata ?
Cosa vi hanno
consegnato ?

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Un'improvvisa ventata di generosità scuote il mondo industriale e le imprese: con grande risalto viene pubblicizzata, anche con la sponsorizzazione della grande stampa, la donazione di computer "dismessi" alle scuole.  Dopo anni di colpevole indifferenza il mondo della produzione decide all'improvviso di gareggiare nella informatizzazione delle istituzioni scolastiche, divenute ormai la cenerentola d'Europa per la scarsità di mezzi e di attrezzature.

«... l'imminente ondata di nuovi prodotti che invaderà il mercato tecnologico alle soglie del terzo millennio indurrà moltissime aziende ad aggiornare il proprio "parco computer": anziché andare in pensione, le macchine dismesse potranno essere regalate alle scuole e conoscere così una seconda giovinezza sui banchi. D'altra parte, con un mercato in rapidissima evoluzione e in agguerritissima concorrenza, le macchine sono superate nel brevissimo arco di mesi, pur essendo ottime per chi studia a scuola.
I primi cento pc li offre il quotidiano "La Repubblica", che ha lanciato l'iniziativa "Un computer per la scuola", a cui possono aderire aziende e il mondo del lavoro.»
Dal sito del MPI - Articolo citato in Rassegna Stampa FNACA

L'accenno alla "seconda giovinezza sui banchi" dei computer "regalati alle scuole" ci riporta alla mente il libro Cuore (non il giornale satirico, ovviamente) e ci rassicura sulla formazione delle giovani generazioni, che si potranno giovare di macchine ancora "ottime per chi studia a scuola".

CI CHIEDIAMO: LE DITTE OFFRIRANNO VERAMENTE COMPUTER SUPERATI DA POCHI MESI ?   QUANTI MESI ?   SEI-OTTO-DODICI, OPPURE I TEMPI SARANNO DA CALCOLARE IN ANNI ?  QUANTI ANNI ?   DUE-TRE-CINQUE O ANCORA DI PIU' ?  E PER QUESTA GRANDE MANIFESTAZIONE DI CIVISMO E DEDIZIONE ALLA COLLETTIVITA' SONO PREVISTI ANCHE DEGLI SGRAVI FISCALI ?  NON BASTA IL RISPARMIO DELLE SPESE E DELLE NOIE DERIVANTI DAL DOVER RISPETTARE LA NORMATIVA IN TEMA DI TUTELA AMBIENTALE ?

Alla gara di bontà si aggiunge anche la Pubblica Amministrazione con la Direttiva del Presidente del CdM del 5/11/99, in tema di Dismissioni beni di natura informatica:

«... il valore dei beni e delle apparecchiature di natura informatica, anche destinati al funzionamento di sistemi informativi complessi, s'intende ammortizzato nel termine massimo di cinque anni dall'acquisto.
Trascorso tale termine, il valore d'inventario s'intende azzerato, anche se i beni stessi risultino ancora suscettibili di utilizzazione.»

Con maggiore onestà, in questo caso si parla di macchine acquistate da almeno cinque anni (e sappiamo bene, inoltre, per esperienza diretta, che le procedure di acquisto degli enti pubblici rendono impossibile la fornitura dei modelli più recenti), che vengono azzerate come di valore d'inventario.

«In attesa dell'approvazione di modifiche alle norme in esame, che il Governo intende introdurre con uno dei disegni di legge collegati alla legge finanziaria per l'anno 2000 - modifiche volte, tra l'altro, ad abbreviare il termine di ammortamento dei beni in questione - le amministrazioni dello Stato in indirizzo, considerando che il periodo di cinque anni previsto dalla legge è da ritenersi termine massimo e tenuto conto della rapida obsolescenza dei beni informatici, sono invitate a procedere con sollecitudine alla rilevazione del patrimonio informatico divenuto inadeguato alle funzioni cui era destinato, ed alla relativa comunicazione al Provveditorato generale dello Stato, onde consentire l'espletamento delle procedure previste dal citato art. 35 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827

La Direttiva ribadisce che cinque anni è il termine massimo per questi beni soggetti ad una rapidissima obsolescenza; il decadimento è tale da renderli inadeguati alle funzioni per le quali erano stati acquistati; bisogna fare presto !  Le procedure inventariali, previste dal regio decreto del 1924 (ancora in vigore !) mal si adattano alle apparecchiature informatiche, che deperiscono peggio della neve al sole.
A quei tempi i beni del patrimonio dello Stato duravano molto di più e i contabili con inchiostro e pennino avevano tutto il tempo di compilare con bella grafia la sterminata modulistica (di probabile origine bizantina), tuttora in uso per registrare i beni della Pubblica Amministrazione.

«Il Provveditorato generale dello Stato, con particolare riferimento ai personal computer ed alle altre apparecchiature che corredano le stazioni di lavoro nell'automazione d'ufficio, valuterà, per singole categorie di beni e per singola tipologia di modello, se autorizzare in via preventiva l'esonero dall'esperimento delle procedure di alienazione a titolo oneroso, in modo da consentire alle amministrazioni di procedere alla diretta cessione di tali beni in proprietà alle istituzioni scolastiche. Queste ultime, essendo istituzioni pubbliche, potranno iscrivere nei propri inventari i beni ceduti senza diminuzione del patrimonio erariale. In ogni caso, ove il procedimento di alienazione risultasse infruttuoso, le singole amministrazioni procederanno direttamente all'assegnazione dei beni ai soggetti richiedenti.»

Quindi, si diano alle scuole, anche con anticipazione di procedure ancora da emanare.

«L'art. 17, comma 21, della legge 15 maggio 1997, n. 127, dispone, altresì, che i beni e le apparecchiature di natura informatica appartenenti alle amministrazioni, qualora siano divenuti inadeguati per la funzione a cui erano destinati, siano alienati, ove possibile, a cura del Provveditorato generale dello Stato, secondo il procedimento previsto dall'art. 35 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827. In caso di esito negativo del procedimento di alienazione, i beni e le apparecchiature stessi sono assegnati in proprietà, a titolo gratuito, a istituzioni scolastiche o ad associazioni o ad altri soggetti non aventi fini di lucro che ne abbiano fatto richiesta, ovvero sono distrutti, nel rispetto della vigente normativa in materia di tutela ambientale

E' appena il caso di sottolineare che la normativa più recente (Legge 127/1997) è più adeguata al mondo moderno: i vecchi computer, di valore inventariale zero, quando non si riescono ad alienare (seguendo le procedure del regio decreto 827/1924), vanno assegnati alle istituzioni scolastiche o altri poveri cristi, oppure distrutti "nel rispetto della vigente normativa in materia di tutela ambientale", che notoriamente è severa e onerosa.  E fra altri due-tre anni, finita la seconda giovinezza sui banchi, questi ferrivecchi come li dovremo smaltire ?

CI CHIEDIAMO: CI AVETE PRESI PER UNA DISCARICA ABUSIVA LEGALIZZATA ?

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