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n. 7 del 22 Febbraio 2011

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Febbraio 2011

PostaCert DTEF
Certificati on line Privacy Nuovo CAD
INPS Mille proroghe Licei
Legge 104 Contratti pubblici  Nuovo Statuto dei lavori

Il cammino di FNADA Web


 

Statistiche FNADA Web

Anno XV

I numeri di FNADA Web
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FINO al 31-12-2011

DAL 01-01-2012

Server del sito

Statistiche del nuovo server - dal 31 Ottobre 2000

1° Marzo 2011

POSTACERT per i SUPPLENTI

Informativa per aspiranti supplenti

È partito il processo di adesione al servizio di Postacertificat@ rivolto agli aspiranti supplenti registrati al sistema informativo POLIS del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR).
Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha scelto di utilizzare un canale automatico per permettere l'attivazione delle caselle di Postacertificat@ degli aspiranti supplenti che, in virtù della procedura di accreditamento al sistema POLIS, hanno già effettuato il passaggio di identificazione presso le segreterie scolastiche.
La creazione della casella di Postacertificat@ consentirà alle scuole di effettuare la maggior parte delle convocazioni per le supplenze utilizzando tale strumento.
L'assegnazione delle caselle di Postacertificat@ interessa tutti gli aspiranti supplenti che hanno presentato il modello B su POLIS (Istanze On Line) nell'ambito delle domande di inclusione nelle graduatorie d'istituto del personale docente per il biennio 2009/11.
La procedura sviluppata dal MIUR consente di ricevere le credenziali di accesso alla casella di Postacertificat@ nell'indirizzo di posta elettronica noto al sistema POLIS. Gli aspiranti coinvolti in questa operazione saranno preliminarmente avvertiti con comunicazioni via mail e telefono cellulare.
Gli aspiranti supplenti, una volta ricevute le credenziali di accesso attraverso il sistema POLIS, potranno richiedere il perfezionamento dell'attivazione della casella di Postacertificat@ secondo la seguente procedura:

  • Collegandosi al portale www.postacertificata.gov.it
  • Accedendo all'area privata del sito inserendo le credenziali ricevute
  • Modificando la password di primo accesso
  • Prendendo visione e accettando la documentazione contrattuale comprensiva dell'informativa privacy
  • Impostando le domande/risposte di sicurezza per la gestione della nuova password scelta
  • Confermando l'attivazione della casella di PostaCertificat@.

Una volta eseguiti i passi sopra indicati la nuova casella di PosteCertificat@ sarà resa disponibile entro 24 ore.
Gli utenti inseriti nel processo automatico promosso dal MIUR hanno tempo fino a FINE MARZO 2011 per attivare la propria casella

Torna al menu Articolo segnalato da DSGA Sergio Calabrò, Frosinone

1° Marzo 2011

DTEF addio !

Dal 1° marzo 2011, ai sensi del Decreto legge n. 40 del 25 marzo 2010, art. 2, comma 1 ter, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2010, n.73, le Direzioni Territoriali dell’Economia e delle Finanze (DTEF) saranno soppresse. Le funzioni svolte dalle DTEF saranno riallocate prioritariamente presso gli uffici centrali del Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del personale e dei servizi (DAG), ovvero presso le Ragionerie territoriali dello Stato (RTS).
Il Decreto Ministeriale del 23 dicembre 2010 stabilisce le date di effettivo esercizio delle funzioni riallocate e individua le risorse umane, strumentali e finanziarie da trasferire. In particolare, il capo II del DM richiama le funzioni e le competenze riallocate presso le Ragionerie territoriali dello Stato.

  • Informazioni

Richieste di informazioni più specifiche potranno essere rivolte all’URP – MEF:
http://www.mef.gov.it/ministero/di-piu-mef/URP.asp

Ulteriori notizie sono disponibili sul sito del Dipartimento dell’amministrazione generale, del personale e dei servizi: http://www.dag.mef.gov.it/dtef/

Torna al menu Articolo segnalato da DSGA Sergio Calabrò, Frosinone

1° Febbraio 2011

Certificati on line

Certificati di malattia on line; con la fine della sperimentazione, scattano le sanzioni

A dieci mesi dal suo avvio, la nuova procedura di trasmissione online all'INPS dei certificati medici di malattia dei lavoratori pubblici e privati è stata giudicata dal ministro Brunetta “largamente positiva”. Il sistema, ha dichiarato il ministro nel corso di una conferenza stampa il 2 febbraio 2011, è pienamente operativo in tutte le sue funzionalità; la nuova procedura è diffusa su tutto il territorio e la quota di medici di medicina generale abilitati all'utilizzo è ormai vicina al 100%. Così funziona il sistema: il medico invia all'INPS il certificato di malattia compilando una pagina web (o utilizzando il proprio software abituale o il call center telefonico). L'INPS rende disponibile il certificato al datore di lavoro (pubblico e privato), che può riceverlo tramite PEC o consultando il sito dell'INPS. Il lavoratore può consultare i propri certificati di malattia tramite il sito dell'INPS o chiederne l'invio alla propria casella di posta elettronica. Il datore di lavoro riceve immediatamente dall'INPS le attestazioni di malattia relative ai certificati ricevuti. I medici che, anche temporaneamente, hanno difficoltà a utilizzare il PC o ad accedere a Internet possono inviare il certificato rivolgendosi al call center telefonico gratuito dell'INPS con l'assistenza di un operatore dedicato. Eventuali sanzioni hanno luogo solo in caso di "colpa esplicita" del medico e non per impossibilità tecnica di trasmissione del certificato.
Dossier “Certificati di malattia on line”   Torna al menu
31 Gennaio 2011

PRIVACY

Privacy: le regole per la pubblicazione sul web dei dati sensibili

Il Garante della privacy è tornato ancora una volta sulla pubblicazione via web dei cosiddetti dati sensibili. A seconda se l'obiettivo è quello della trasparenza, o della pubblicità e informazione, le amministrazioni pubbliche sono tenute al rispetto di alcune regole: esattezza, contestualizzazione dei dati e durata nel tempo. Le regole approvate dal Garante in via preliminare il 22 dicembre saranno emanate al termine di una consultazione che si concluderà il 31 gennaio 2011. Le "Linee guida" hanno lo scopo di definire quali accorgimenti le pubbliche amministrazioni devono adottare per la pubblicazione sui propri siti web istituzionali di dati personali per finalità di: - trasparenza; - pubblicità dell'azione amministrativa; - consultazione di atti su iniziativa di singoli soggetti. A seconda del fine perseguito, le pubbliche amministrazioni dovranno valutare di volta in volta l'effettiva necessità di diffusione di dati personali, nonché utilizzare strumenti e accorgimenti tecnici diversi al fine assicurare forme corrette e proporzionate di conoscibilità di tali informazioni, impedendone l’indiscriminata e incondizionata reperibilità in Internet. Nel caso in cui la disciplina di settore stabilisca un limite temporale alla pubblicazione degli atti, le PA dovranno assicurarsi che tale limite sia rispettato; al contrario, nel caso in cui tale limite non sia stabilito a priori, sarà cura delle PA stabilire un limite in relazione alle esigenze di volta in volta perseguite; evitando la duplicazione massiva dei file contenenti dati personali.
Dossier “Privacy e web: in arrivo le “Linee guida” del Garante per le PA”  Torna al menu
1° Gennaio 2011

INPS

L’Inps si “smaterializza” con il processo di digitalizzazione di tutte le pratiche

Dal 1 gennaio 2011 le domande di disoccupazione ordinaria, di mobilità ordinaria e di accentramento della posizione contributiva potranno essere presentate all'Inps esclusivamente per via telematica. Con la circolare n.169 del 31/12/2010 l'Inps ha fornito le disposizioni attuative della determinazione n. 75 del 30 luglio 2010, che prevede dal 01/01/2011, pur con la necessaria gradualità, l’utilizzo del canale telematico per la presentazione delle principali domande di prestazioni/servizi. Inoltre, con tre circolari successive è stata resa pienamente operativa, a partire dal 1 gennaio 2010, la presentazione via web delle domande di disoccupazione ordinaria non agricola, di liquidazione provvisoria dell’indennità di mobilità ordinaria, di apertura delle posizioni contributive aziendali e di accentramento dei relativi adempimenti. È previsto il potenziamento del Contact Center 803164, che sarà abilitato a fornire le informazioni necessarie e ad acquisire, previa identificazione dell’utente, le relative domande di prestazione e di servizio, al fine di aiutare quei soggetti che non dispongano delle necessarie capacità o possibilità di interazione con l’Inps per via telematica. Tale processo di digitalizzazione coinvolgerà, nel corso del 2011, con la dovuta gradualità, tutte le tipologie di domande di servizio/istanze individuate. Al fine di informare i potenziali beneficiari sono previsti dei periodi transitori, durante i quale saranno comunque garantite le consuete modalità di presentazione delle domande.
Dossier “Inps: entro il 2011 via web le domande per prestazioni e servizi "  Torna al menu
30 Dicembre 2010

Nuovo CAD

Ecco il CAD 2.0.
Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le nuove norme per la digitalizzazione della PA italiana

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 6 del 10 gennaio 2011 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 30 dicembre 2010, n. 235; si tratta del provvedimento che ha concluso il travagliato iter di riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), modificando il testo vigente del Decreto Legislativo n. 82/2005.

IL CODICE DELL’AMMINISTRAZIONE DIGITALE (D. Lgs. n. 82/2005)
Testo coordinato ed aggiornato con le modifiche ed integrazioni introdotte dal D.L.vo 30 dicembre 2010, n. 235
FORUM PA EDIZIONI, a cura dell’Avv. Ernesto Belisario

Perché servivano nuove norme?
Le ragioni della riforma

Il CAD rappresentò il tentativo di dotare l'Italia di strumenti giuridici all'avanguardia rispetto a quelli vigenti negli altri Paesi; il Legislatore decise, infatti, di imporre normativamente l'innovazione, rendendo obbligatorio l'uso delle nuove tecnologie negli Uffici Pubblici, riconoscendo a cittadini e imprese alcuni importantissimi diritti (come quello di usare la posta elettronica nelle comunicazioni con la PA) ed introducendo alcuni principi assai innovativi (come quello di rendere disponibili tutti i dati pubblici in modalità digitale).

Tuttavia, questa “magna charta dell’Amministrazione Digitale” è stata sostanzialmente disapplicata da gran parte delle Amministrazioni (soprattutto locali) che, quindi, non ha saputo cogliere le incredibili opportunità in termini di aumento di efficienza e migliore allocazione delle risorse; neanche i cittadini (probabilmente perché inconsapevoli) si sono attivati per far rispettare i nuovi diritti che, se effettivi, avrebbero potuto migliorare la loro qualità della vita.

A ciò si aggiunga la rapidissima evoluzione delle tecnologie che ha fatto si che il Codice divenisse obsoleto senza essere stato davvero applicato.
Per questo motivo, appare particolarmente giusta ed azzeccata la scelta del Governo di mettere mano al quadro normativo in materia di e-government: senza nuove regole non è pensabile una (nuova) Amministrazione Digitale.

Cosa cambierà?
I principi della riforma

Le parole-chiave delle nuove norme sono le stesse del piano e-Government 2012 e della c.d. “riforma Brunetta” (D. Lgs. n. 150/2009): efficienza, trasparenza, controllo dei risultati, abbandono del cartaceo per il digitale.

La riforma del CAD ha l'obiettivo di assicurare che, questa volta, le disposizioni in materia di PA digitale siano effettive e che vengano assicurati i vantaggi:

  1. a) ai cittadini e alle imprese: attraverso la semplificazione delle relazioni con gli Uffici e la riduzione dei tempi dei procedimenti;
  2. b) agli Enti: grazie alla maggiore efficacia dell'azione amministrativa e alla riduzione dei costi determinata dall'uso delle tecnologie.

Si tratta di traguardi di lungo periodo che la riforma del Codice dell'Amministrazione Digitale cerca di perseguire attraverso una rivisitazione delle norme in materia di firma digitale e documento informatico ed enfatizzando maggiormente alcuni obblighi già presenti nel D. Lgs. n. 82/2005.

La riforma, attesa da tempo, è un passaggio di decisiva importanza per l’innovazione del nostro Paese e nelle prossime settimane le Amministrazioni, gli addetti ai lavori - ma anche semplici cittadini e imprese - saranno chiamati a confrontarsi con i ben 57 articoli del Decreto Legislativo n. 235/2010 per comprendere la reale portata delle nuove disposizioni.

Tra le tante novità introdotte dal D. Lgs. n. 235/2010 si ritiene opportuno evidenziare:

  • 1) ORGANIZZAZIONE INTERNA - Non può esservi vera innovazione senza reingegnerizzazione dei processi; per questo le PA centrali saranno obbligate ad istituire un ufficio unico responsabile delle attività ICT e tutti gli Enti dovranno inserire la digitalizzazione e l’attuazione del CAD tra gli obiettivi per la valutazione dei risultati.
    L’introduzione delle nuove tecnologie diventa poi obbligatoria nella gestione dei procedimenti amministrativi (con l’espresso obbligo di protocollare la posta elettronica certificata e di creare il fascicolo elettronico del procedimento).
  • 2) RAPPORTI CON CITTADINI E IMPRESE - Gli Enti dovranno utilizzare le comunicazioni cartacee solo quando sia impossibile utilizzare quelle telematiche (soprattutto via Posta Elettronica Certificata); ogni Amministrazione dovrà poi consentire a cittadini ed imprese i pagamenti informatici e l’inoltro di istanze per via telematica.
    Gli Enti dovranno curare maggiormente i contenuti dei propri siti Web, che diventano sempre più il vero front-office; molto importante, a riguardo, la disposizione che prevede che le PA promuovano progetti volti alla diffusione e al riutilizzo dei dati pubblici: si tratta della prima norma nazionale in materia di Open Data.
  • 3) SICUREZZA INFORMATICA - Alla luce delle previsioni appena illustrate, il digitale diventerà la regola ed il cartaceo l'eccezione; di conseguenza, le Amministrazioni dovranno – necessariamente – dedicare sempre maggiore attenzione alla sicurezza dei dati e alla privacy dei cittadini (ad esempio, predisponendo piani per garantire la continuità operativa anche in caso di disastri).
  • 4) FIRME ELETTRONICHE E CONSERVAZIONE DOCUMENTALE - E’ previsto un incremento delle tipologie di firma, che passano da tre a quattro con l’introduzione dell’istituto della firma elettronica avanzata; viene poi effettuata la distinzione tra copia informatica e duplicato informatico  e viene introdotta la figura dei Conservatori (pubblici e privati) accreditati presso DigitPA.

Nuove norme, vecchi errori?
Le criticità della riforma

Nonostante le finalità perseguite dal Governo siano pienamente condivisibili ed encomiabili, le soluzioni appaiono spesso timide (è il caso del nuovo art. 52, comma 1-bis in materia di Open Data) e contraddittorie (come il regime parzialmente derogatorio previsto per la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Amministrazione finanziaria dal nuovo art. 2, comma 6).

Altra grave pecca del provvedimento in esame è rappresentata dal fatto che l’attuazione delle disposizioni introdotte non dovrebbe generare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; tale previsione potrebbe minare l’intera riforma: non può esistere vera innovazione senza investimenti (in tecnologie e in formazione soprattutto)! Non bisogna, infine, sottovalutare la circostanza per cui l’operatività di molte norme è rinviata all’adozione delle apposite regole tecniche; troppo spesso, infatti, il termine per l’adozione di queste non viene rispettato, paralizzando – di fatto – l’entrata a regime della rivoluzione telematica (basti pensare a quanto già accaduto con le regole tecniche del CAD del 2005, oppure al caso delle regole in materia di fatturazione elettronica). 

La pubblicazione del nuovo CAD, quindi, rappresenta l’inizio di una nuova sfida:

  • per il Governo, chiamato alla tempestiva adozione delle regole tecniche ed alla vigilanza sull’effettiva attuazione del CAD;
  • per le Amministrazioni, che dovranno confrontarsi con obblighi vecchi e nuovi per evitare sanzioni e responsabilità ed essere più efficienti nell’erogazione dei servizi;
  • per cittadini e imprese, chiamati a prendere consapevolezza dei propri diritti digitali.

Ernesto Belisario
avvocato ed esperto di diritto delle nuove tecnologie http://blog.ernestobelisario.eu

Dossier "Nuovo Codice dell'Amministrazione Digitale"  Torna al menu

Numero verde
Linea Amica:
803001

email informacad@
lineaamica.gov.it

Schede di sintesi

Presentazione dei contenuti

Il nuovo CAD in pillole

29 Dicembre 2010

Proroghe

Milleproroghe: le scadenze posticipate al 31 marzo

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2010 il Decreto Legge n. 225, contenente una serie di proroghe di termini in scadenza. Tutte le scadenze indicate nel DL vengono differite al 31 marzo 2011. Il DL si divide sostanzialmente in due parti: 1) proroghe di termini in scadenza non onerose; 2) proroghe di termini in scadenza onerose, con relative coperture di bilancio. Le proroghe non onerose, in tutto 65, sono elencate in una apposita tabella allegata al decreto. Tra le proroghe onerose segnaliamo: - lo stanziamento a favore del 5xmille il cui maggiore onere è pari a 200 milioni di euro per l'anno 2011; - il differimento al 30 giugno 2011 per gli alluvionati del Veneto del versamento dei tributi, dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali; le minori entrate sono pari a 93 milioni di euro per l'anno 2010 - sportelli unici immigrazione presso le Questure, per rinnovare di un anno i contratti di lavoro e completare le procedure di emersione del lavoro irregolare; - sgravio fiscale per i gestori di carburanti. Per eventuali ulteriori proroghe il DL rimanda a successivi Decreti del Presidente del Consiglio dei ministri.
Dossier Proroghe del “Milleproroghe”  Torna al menu
29 Dicembre 2010

Licei

Obiettivi, attività e insegnamenti nei percorsi liceali

In vigore dal 29 dicembre 2010 il Regolamento sulle Indicazioni Nazionali degli obiettivi specifici di apprendimento per i licei che rappresentano la declinazione disciplinare del Profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione dei percorsi liceali. La stesura definitiva è frutto di un lavoro che ha coinvolto personalità del mondo accademico, della cultura e della scuola. Il Profilo e le Indicazioni costituiscono, dunque, l’intelaiatura sulla quale le istituzioni scolastiche disegnano il proprio Piano dell’offerta formativa, i docenti costruiscono i propri percorsi didattici e gli studenti sono messi in condizione di raggiungere gli obiettivi di apprendimento e di maturare le competenze proprie dell’istruzione liceale e delle sue articolazioni. Le Indicazioni nazionali si applicano a decorrere dall'anno scolastico 2010/2011 a partire dalle classi prime e, gradatamente, di anno in anno alle classi successive fino al completamento del ciclo. Le Indicazioni nazionali sono aggiornate periodicamente in relazione agli sviluppi culturali emergenti, nonché alle esigenze espresse dalle università, dalle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e dal mondo del lavoro e delle professioni. Il raggiungimento da parte degli studenti degli obiettivi specifici di apprendimento previsti dalle Indicazioni nazionali di cui al presente decreto è oggetto di valutazione periodica da parte dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (INVALSI).
Dossier “Indicazioni Nazionali riguardanti gli obiettivi per i nuovi percorsi liceali”  Torna al menu
24 Novembre 2010

Disabili

Permessi per l'assistenza a familiari disabili, modificata la L.104/92

Varie modifiche alla disciplina dei permessi per l’assistenza alle persone con gravi disabilità sono introdotte nell’ordinamento dalla L. 183/2010 entrata in vigore il 24 novembre 2010. È stata parzialmente innovata la disciplina dettata dalla Legge n. 104/92, e dal decreto legislativo n.151/01. Tra le principali novità: restrizione dei soggetti legittimati a fruire dei permessi; eliminazione del requisito della convivenza; decadenza nel caso di insussistenza dei requisiti; istituzione della banca dati presso il Dipartimento della funzione pubblica. Due circolari, del Dipartimento della Funzione Pubblica (n. 13 del 6 dicembre 2010), e dell’INPS (n. 155, del 3 dicembre 2010) chiariscono le nuove norme. Con la nuova norma la legittimazione alla fruizione dei permessi per assistere una persona in situazione di handicap grave spetta al coniuge e ai parenti e affini entro il secondo grado. La nuova disposizione menziona espressamente il coniuge tra i lavoratori titolari della prerogativa; si passa inoltre dal terzo al secondo grado di parentela. È prevista un’eccezione per i casi in cui i genitori o il coniuge della persona da assistere abbiano compiuto i 65 anni di età o siano anch’essi affetti da “patologie invalidanti” oppure siano deceduti o “mancanti”: in tali casi la legittimazione alla titolarità di permessi è estesa anche ai parenti e affini entro il terzo grado. L’espressione “mancanti” deve essere intesa non solo come situazione di assenza naturale e giuridica (celibato o stato di figlio naturale non riconosciuto), ma comprende anche ogni altra condizione ad essa giuridicamente assimilabile, continuativa e debitamente certificata dall’autorità giudiziaria o da altra pubblica autorità, quale: divorzio, separazione legale o abbandono. Il concetto di “patologia invalidante” consente l’estensione dal secondo al terzo grado di parentela o affinità. Possono considerarsi invalidanti: le patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell'autonomia personale; le patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici; le patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario.
Dossier “Permessi per l'assistenza a familiari disabili”  Torna al menu
20 Novembre 2010

Contratti pubblici

Contratti pubblici nulli senza tracciabilità dei pagamenti

Tutti i contratti di fornitura di beni e servizi, nonché gli appalti di opere pubbliche, stipulati dal 7 settembre 2010 in poi tra un imprenditore e una pubblica amministrazione devono contenere l'indicazione del conto dedicato sul quale transiteranno i relativi pagamenti, attraverso bonifico bancario o postale o altri strumenti di pagamento, idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni. Sono state emanate dall'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, le linee guida relative all'operatività della normativa, per dare indicazioni puntuali sulla concreta applicabilità degli obblighi legislativi. I soggetti sottoposti alle norme sulla tracciabilità sono obbligati: ad utilizzare conti correnti bancari o postali dedicati alle commesse pubbliche, anche in via non esclusiva; ad effettuare movimenti finanziari relativi alle medesime commesse pubbliche esclusivamente con bonifico bancario o postale o con altri strumenti di pagamento idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni; a indicare, negli strumenti di pagamento relativi ad ogni transazione, il codice identificativo di gara e, ove obbligatorio ai sensi dell’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, il codice unico di progetto. La tracciabilità dei flussi finanziari trova applicazione nei seguenti contratti: contratti di appalto di lavori, servizi e forniture; concessioni di lavori pubblici e di servizi; contratti di partenariato pubblico-privato, compresi i contratti di locazione finanziaria; di subappalto e subfornitura; contratti in economia, compresi gli affidamenti diretti.
Dossier “Contratti pubblici: tracciabilità flussi finanziari”  Torna al menu
20 Novembre 2010

Nuovo Statuto

Dallo statuto dei lavoratori allo statuto dei lavori, la bozza di riforma

I tempi per discutere lo Statuto dei lavoratori sono dunque maturi. Non si tratta di prospettarne la cancellazione, quanto un suo aggiornamento. E come potrebbe essere diversamente in un tempo in cui le sollecitazioni al più generale cambiamento dei paradigmi della crescita sono straordinarie. La verità è che l’attuale sistema normativo del diritto del lavoro non soddisfa pienamente nessuna delle due parti del contratto di lavoro. Non i lavoratori che, nel complesso, si sentono oggi più insicuri e precari. Né gli imprenditori ritengono il quadro legale e contrattuale dei rapporti di lavoro coerente con la sfida competitiva imposta dalla globalizzazione e dai nuovi mercati. Anche dopo le recenti innovazioni apportate dalla legge Treu e, più ancora, dalla legge Biagi è palese, e non solo nei settori maggiormente esposti alla competizione internazionale, l’insofferenza verso un corpo normativo sovrabbondante e farraginoso che, pur senza dare vere sicurezze a chi lavora, rallenta inutilmente il dinamismo dei processi produttivi e l’organizzazione del lavoro. Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, ha inviato nei giorni scorsi alle parti sociali la bozza del disegno di legge delega che mira a riformare lo storico Statuto dei lavoratori. Un nucleo di diritti universali e indisponibili per tutti i lavoratori dipendenti verranno individuati attraverso la delega che prevede anche l'estensione degli ammortizzatori sociali e la valorizzazione di percorsi formativi per competenze e in ambiente produttivo.
Dossier “Dallo Statuto dei lavoratori allo Statuto dei lavori”  Torna al menu

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